LO SFRUTTAMENTO DELLA PUBBLICITA’


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Con un atteggiamento qualunquista e spocchioso, getta dubbi e discredito sull’AADI perché chiede 10 euro agli studenti che frequentano i corsi ECM.

Afferma che “Il complessivo delle quote di partecipazione non si giustificherebbe nemmeno se fossero impegnate per ottemperare agli obblighi della gestione separata …”.

In primis ricordiamo che l’AADI non deve spiegare nulla perché l’offerta formativa si chiama “offerta” perché viene “offerta” e non imposta cioè lo studente la può accettare se vuole, a differenza della tassa IPASVI, coartata con azioni legali spesso esagerate.

In secundis le 10 euro sono giustificate perché questo compartosanita.it ignora o fa finta di ignorare che l’AADI consegna a tutti i partecipanti e quindi anche agli studenti dei libri in formato tascabile a colori come quello sul demansionamento di 48 pagine o sugli istituti contrattuali di 84 pagine che costano dai 5 ai 10 euro.

Anche gli studenti alzano la mano e impegnano i relatori in un’ulteriore impegno intellettuale al fine di rendere intelligibile un concetto ed anche gli studenti occupano una sala che l’AADI, sovente, paga in quanto non ha a disposizione i locali del collegio che acquista o affitta con la tassa forzosa.

A ciò si aggiunga le spese per la cartellina, la penna, il gadget e quindi essendo l’AADI fondata su infermieri che volontariamente si associano e versano la quota e non su infermieri che scontenti del proprio collegio sardo vorrebbero non pagarla ma sono minacciati da fantasiose denunce penali e cartelle esattoriali che non guardano in faccia a nessuno, noi abbiamo la coscienza pulita e deridiamo chi fa farisaica retorica morale visto che conta i soldi in tasca agli altri ma non dice quanto incassa in pubblicità (studi legali, testi Giuffrè, ecc.) e cosa ci fa con questi denari (e che tipo di provvedimenti anticorruzione sono sati adottati dal collegio IPASVI per prevenire incompatibilità con il ruolo superpartes di Presidente); anche perché se li ospita gratuitamente, allora anche noi chiediamo uno spazietto per l’AADI!

Il Direttivo