La seconda sezione del Tribunale Penale di Venezia, accoglie la tesi del Prof. Mauro Di Fresco

Roma 04.03.2016

Facciamo un passo indietro, soprattutto per gli “amici” che sostengono la legittimità del Collegio IPASVI di effettuare controlli all’interno dei nosocomi e delle Case di Cura private per scovare gli infermieri non in regola con il pagamento della tassa IPASVI.

Questi “amici” potrebbero avere la memoria corta ed, allora, siamo qui a ricordare loro come si sono svolti i fatti.

Con decreto penale di condanna, il tribunale penale di Modena, accertò il reato di abusivismo della professione infermieristica di ben 73 infermieri che, benché regolarmente titolati dal punto di vista accademico e regolarmente vincitori di concorso pubblico, non risultarono iscritti al Collegio professionale.

Sosteneva il Collegio IPASVI e la direzione sanitaria del nosocomio coinvolto (che abusivamente, secondo la tesi dell’AADI, effettuò un controllo incrociato tra i propri dipendenti e l’elenco dei paganti trasmesso dall’IPASVI alla direzione sanitaria e, di conseguenza, comunicò le generalità dei 73 infermieri non in regola con i pagamenti al Collegio) che l’art. 2 della Legge n. 43/2006 fosse vincolante e, quindi, obbligava anche l’infermiere pubblico dipendente a pagare la tassa IPASVI al pari del collega libro professionale).

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