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Buoni pasto a pioggia anche alla ASL di Viterbo

  • Immagine del redattore: AADI
    AADI
  • 13 gen
  • Tempo di lettura: 1 min

Ennesima vittoria dell’A.A.D.I. in una roccaforte che non ha mai concesso i buoni pasto


L’A.A.D.I. espugna anche la A.S.L. di Viterbo, dove, per consolidata giurisprudenza locale, i buoni pasto erano sempre stati rifiutati.


Una battaglia durata solo sei mesi perché serrata e incisiva, con un’enorme mole di note giudiziarie scambiate tra le parti in causa.


La A.S.L., come sempre, ha negato un vero e proprio diritto di mensa, ma siamo riusciti a dimostrare l’esistenza del diritto e, dopo una palese negazione in udienza del diritto al buono pasto da parte del giudice, con le ultime note di 14 pagine abbiamo ricostruito l’interpretazione dell’art. 29 del CCNI Sanità che ha convinto il giudice e abbiamo vinto.


La causa sarà portata in Cassazione perché abbiamo interesse a far valere il buono pasto a 10 euro, eliminando tutti gli altri importi che, a discrezione dei giudici, vengono imposti in 4, 5,29 e 7 euro, secondo come si sveglia il giudice la mattina. Ciò avviene addirittura nello stesso ospedale, tra reparti diversi.


Ora abbiamo aperto le porte e attendiamo che gli altri ci copino, dicendo l’uno contro l’altro di essere stati i primi a vincere i buoni pasto; ma, come al solito, siamo sempre noi i primi, perché lo facciamo dal 2005!

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