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Denunciata la ASUR Marche alla Corte dei Conti per i vitti dei pazienti

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Il danno erariale si presume dall’invito della direzione generale a consumare i vitti avanzati dei degenti così da garantire il diritto di mensa agli infermieri


Il danno erariale si presume dall’invito della Direzione Generale a consumare i vitti avanzati dei degenti così da garantire il diritto di mensa agli infermieri.


Il Direttore Generale, nella causa per i buoni pasto ad Ancona radicata dall’A.A.D.I. e che sta diventando un caso nazionale per la sua grottesca soluzione al diritto di mensa, ha ordinato agli avvocati aziendali di difendersi comunicando al giudice — che poi ha emesso la sentenza — che gli infermieri possono mangiare i vitti avanzati dei pazienti (pag. 2 della memoria difensiva).


Lo scandalo è sbarcato alla Procura Regionale della Corte dei Conti su denuncia del responsabile dell’Ufficio legale dell’A.A.D.I., Mauro Di Fresco, che proprio oggi ha verificato che l’esposto-denuncia è stato ammesso negli atti istruttori della Corte.


È stato chiesto il procedimento con riduzione dei termini, in quanto la memoria difensiva redatta dagli avvocati dell’ASUR, su procura notarile sottoscritta dal Direttore Generale, è atto pubblico dotato di natura confessoria; per cui quanto scritto ha la stessa portata di una confessione resa dinanzi all’Autorità giudiziaria.


L’A.A.D.I. chiede alla Corte dei Conti di accertare la quantità annuale dei vitti smaltiti e dei vitti consumati dai dipendenti pubblici per definire il danno erariale, ovvero quanti soldi sono stati gettati via nei vitti dei degenti e nei vitti della mensa (danno erariale riflesso), perché chi ha mangiato i vitti dei pazienti non ha consumato quelli offerti dalla mensa (doppio spreco = doppio danno = maggiore responsabilità).


Ci saranno guai per chi ha mangiato i vitti dei malati?

Assolutamente no, perché il Codice disciplinare non lo vieta espressamente, rimettendo al Regolamento disciplinare aziendale l’individuazione del divieto. Ma siccome l’azienda acconsente alla consumazione dei vitti, allora ciò non può essere vietato. Infatti il Regolamento disciplinare dell’ASUR Marche non lo vieta… ma la legge sì!

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