Barbaro bugiardo: la querela della Di Fonso

'O la dott.ssa Di Fonso ha mentito alla Procura della Repubblica o ha mentito all’Ordine dei Medici', tuona il dott. Barbaro. Quale sia la verità, durante le votazioni disciplinari dell’Ordine dei Medici di Roma, è sicuramente successo qualcosa di strano.

Andiamo ai fatti. La dott.ssa Marina Di Fonso era presente all’audizione della disciplinare di Barbaro è questo è un fatto incontestabile sia perché ci sono due testimoni disposti a dichiararlo, sia perché il suo nominativo appare nel collegio disciplinare e negli atti del fascicolo disciplinare. La legge dispone che tutti i presenti all’audizione debbano firmare il verbale di audizione; anche questo è un fatto come lo è anche l’assenza del verbale stesso che per legge deve essere consegnato all’incolpato perché possa appellarlo. Barbaro ha dichiarato nella sua denuncia che la Di Fonso era stata espulsa prima che votasse perché aveva espresso l’intenzione di voto a suo favore. La Di Fonso smentisce.

Leggiamo la querela che la stessa Di Fonso ha presentato alla Procura della Repubblica contro tre autorevoli membri del Commissione disciplinare dell’Ordine. Prima di tutto precisiamo che la querela della Di Fonso non riguarda essenzialmente la vicenda Barbaro, ma una serie di altri fatti reato imputati al Consiglio dell’Ordine che qui, naturalmente, non verranno affrontati perché non ci interessano (se non come cittadini). La Di Fonso precisa, ai magistrati, che ha fornito il suo sostegno, intellettualmente doveroso, contro alcune storture gestionali e politiche di cui si sta macchiando l’attuale maggioranza consigliare, di cui inizialmente aveva pur fatto parte.


In particolare, continua la Di Fonso: “mi sono dissociata dalla gestione, tra gli altri, delle vicende dei Dottori Vanni FRAJESE e Giuseppe BARBARO, ottimi medici, a rischio di sospensione per aver certificato, secondo scienza e coscienza, a molti pazienti l’inidoneità al vaccino”. Continua: “in data 9 giugno 2022, veniva convocata l’adunanza OMCeO in presenza, per partecipare alla quale venivo infatti costretta un’altra volta a consegnare il mio cellulare, fatto a cui mi opponevo; all’ODG vi era ... il voto sulla vicenda disciplinare del Dr. Giuseppe BARBARO. Prima di approvare il verbale a maggioranza sostenevo che la mancata tempestiva comunicazione del verbale ai Consiglieri - e a me in particolare - non consentisse una presa d’atto del contenuto e l’impossibilità a partecipare in maniera consapevole alle delibere, avendo necessità di esaminarne il contenuto anche per i risvolti politici e personali che aveva; a colpi di maggioranza venivo messa a tacere; immediatamente dopo, venendo alla questione di Giuseppe BARBARO, la dott.ssa Di Fonso ha espresso pubblicamente opinioni fortemente critiche sulla questione oggetto del presente procedimento disciplinare. Pertanto, considerato che il Giudice disciplinare deve essere in condizione di pronunciarsi in assoluta terzietà ed imparzialità, si ritiene che la dott.ssa Marina Di Fonso (affermava un membro della Commissione) sia tenuta all’osservanza dell’obbligo di astensione sopra specificato in quanto le ultime condotte dalla medesima assunte accreditano una posizione di conflittualità con la vigente normativa relativa all’obbligo vaccinale”.

Continua la Di Fonso: “Nonostante le pressioni ... segnalavo chiaramente come quello operato fosse un abuso e che volevano costringermi ad astenermi; mi veniva a quel punto risposto che non avevo alternative se non allontanarmi, astenermi o essere ricusata; decidevo comunque di rimanere in aula per seguire i vari procedimenti disciplinari ed il resto della seduta, dicendo chiaramente che laddove intendessero avrebbero potuto scrivere a verbale che ero stata costretta ad astenermi; tale atteggiamento continuava fino alle estreme conseguenze perché, nonostante sia riuscita a parlare a difesa del collega, per la questione di Giuseppe BARBARO mi è stato impedito di votare, portando alle estreme conseguenze l’inaudita presa di posizione in mio danno conclusasi con l’accusa diretta di essere la capobanda di un gruppo di antiscientifici; in ultimo, quasi a fine seduta, la Consigliera X con un suo scritto, preparato e votato a maggioranza, mi revocava anche la nomina dalle tre Commissioni ordinistiche, a me attribuite in ragione della mia carica Consiliare, quale ulteriore conseguenza della mia disubbidienza, per il comportamento assunto all’Assemblea e poiché non avevo rassegnato le mie dimissioni, quindi per ragioni espressamente ritorsive, considerando le Commissioni un attributo fiduciario gentilmente concesse dal presidente e non un attributo di status di ogni Consigliere OMCeO”.

Vogliamo ancora sostenere che alla dott.ssa Di Fonso, Consigliere dell’Ordine dei Medici di Roma e della Commissione di Disciplina, non le sia stato impedito di votare a favore di Barbaro, corrompendo, così, la parzialità e la serenità che devono accompagnare il giusto processo? A voi la sentenza; intanto, noi aspettiamo quella in nome del popolo italiano.