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ASL BT - Ispettorato del lavoro irrompe in rianimazione

L’Associazione Avvocatura Degli Infermieri denuncia fatti gravissimi


Alcuni infermieri hanno ammesso che l’AADI è un sindacato serio perché abbiamo lottato per garantire ai colleghi un posto dignitoso dove indossare e dismettere la divisa.

Sembra strano ma la ASL BT non si preoccupa del D.Lgs. n. 81/2008 e dell’art. 2087 C.C. né della dignità del personale che deve arrabattarsi in uno sgabuzzino per indossare la divisa, sparpagliando indumenti e borse ovunque.


Il problema è stato affrontato dalla segreteria provinciale BT dell’AADI con la diffida che segue e che, naturalmente, non ha sortito alcun effetto anche considerando che un direttore di distretto ha anche definito l’AADI un’organizzazione sedicente:


Oggetto: Diffida – Violazione all. IV, D.Lgs. n. 81/2008 – art. 2087 C.C..

La scrivente lamenta che presso la U.O.C. Rianimazione dell’Osp. Mons. Dimiccoli non sono stati provveduti i locali spogliatoi con annesse docce, lavabi e servizi igienici dove rimettere la divisa da lavoro e i propri vestiti e curare l’igiene prima e dopo l’attività assistenziale.

Tale carenza costituisce fatto grave giudizialmente sanzionabile. L’allegato IV del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 così dispone:

  • 1.13.2. Docce.

  • 1.13.2.1. Docce sufficienti ed appropriate devono essere messe a disposizione dei lavoratori.

  • 1.13.2.2. Devono essere previsti locali per docce separati per uomini e donne o un’utilizzazione separata degli stessi. Le docce e gli spogliatoi devono comunque facilmente comunicare tra loro.

  • 1.13.2.3. I locali delle docce devono essere riscaldati nella stagione fredda ed avere dimensioni sufficienti per permettere a ciascun lavoratore di rivestirsi senza impacci e in condizioni appropriate di igiene.

  • 1.13.2.4. Le docce devono essere dotate di acqua corrente calda e fredda e di mezzi detergenti e per asciugarsi.

  • 1.13.3. Gabinetti e lavabi.

  • 1.13.3.1. I lavoratori devono disporre, in prossimità dei loro posti di lavoro, dei locali di riposo, degli spogliatoi e delle docce, di gabinetti e di lavabi con acqua corrente calda, se necessario, e dotati di mezzi detergenti e per asciugarsi.

  • 1.13.3.2. Per uomini e donne devono essere previsti gabinetti separati; quando ciò sia impossibile a causa di vincoli urbanistici.

  • 1.13.4. Pulizia delle installazioni igienico-assistenziali. Gli spogliatoi, i bagni ed in genere, ai servizi di igiene e di benessere per i lavoratori, devono essere mantenuti in stato di scrupolosa pulizia, a cura del datore di lavoro.

Tanto premesso e segnalato, ai sensi dell’art. 2087 C.C. e del D.Lgs. n. 81/2008, si chiede di provvedere quanto prima a tutela della salute dei lavoratori, adottando gli opportuni provvedimenti richiesti dalla legge. Si riservano ulteriori azioni di tutela per quanto sopra preteso; nelle more si auspica che le SS.LL. offrano garanzie di quanto si vorrà adottare informando la scrivente tempestivamente.

La Segretaria Provinciale, Dott.ssa Maria Mennuni.


Naturalmente la diffida è stata cestinata perché non è importante garantire la dignità agli infermieri, è importante spremerli per ottenere la massima produttività, utilizzandoli anche come O.S.S..


La Segreteria non si è data per vinta ed ha segnalato la mancanza di un adeguato spogliatoio all’Ispettorato del Lavoro con la seguente lettera:


Spett. Ispettorato Nazionale del Lavoro di Bari, itl.bari@pec.ispettorato.gov.it.

Oggetto: Segnalazione e istanza di sopralluogo – Violazione all. IV, D.Lgs. n. 81/2008.


La scrivente … avendo già inviato diffida alla ASL BAT di pari tenore a questa e, come di consueto, non avendo ricevuto alcuna risposta, lamenta che presso la U.O.C. Rianimazione dell’Osp. Mons. Dimiccoli in Barletta, non sono stati provveduti i locali spogliatoi dove dismettere e indossare la divisa da lavoro e i propri vestiti e curare l’igiene prima e dopo l’attività assistenziale e la doccia della zona femminile non è idonea e funzionante. Tale carenza costituisce fatto grave giudizialmente sanzionabile e accertabile mediante sopralluogo al fine di verificare lo stato dei luoghi. Il personale di assistenza deve spogliarsi e riporre i propri abiti sia da lavoro che civili, all’interno di un magazzino dove sono riposti i materiali sanitari, posando per terra le proprie borse o cercando degli spazi all’interno degli stessi armadi unitamente ai materiali ivi custodito. In diritto, l’allegato IV del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 così dispone: … Tanto premesso e segnalato, ai sensi dell’art. 2087 C.C. e del D.Lgs. n. 81/2008, si chiede di provvedere quanto prima a tutela della salute dei lavoratori, adottando gli opportuni provvedimenti richiesti dalla legge anche mediante sopralluogo per il quale si presenta istanza. Questa O.S. rimane sconcertata dal verificare che tali situazioni di degrado e disprezzo per la dignità dei lavoratori, sussistano ancora nel 2023 ovvero a distanza di 15 anni dalla normativa di protezione. Con preghiera di edurre la scrivente sull’esito della presente, con avvertenza che, in difetto di quanto sopra, entro e non oltre 15 gg. dalla ricezione della presente, i lavoratori ricorreranno all’Autorità giudiziaria per ivi accertare quanto qui lamentato e condannare la ASL BAT a ripristinare la legalità del posto di lavoro, con ogni conseguenza di legge.


L’AADI ha già radicato diverse cause presso il Tribunale di Trani (competente per territorio) per risolvere alcune gravissime criticità e, purtroppo, dovrà agire ancora per stabilire diversi diritti nazionali e naturali che l’ASL BT non solo non riconosce, ma che disciplina motu proprio come meglio le aggrada, abrogando norme statali a piacimento.

Si pensi che i permessi della legge n. 104/92 devono essere autorizzati e che tra il congedo cure e le ferie deve intercorrere un periodo lavorato di 15 giorni!

Questi stravolgimenti dei diritti dei lavoratori, stranamente mai affrontati dai sindacati, insistono sulla libertà dei lavoratori sopprimendola.


Su queste ed altre questioni si farà luce a colpi di sentenze, avendo già previsto che ricorreremo fino alla Corte di Cassazione per portare la ASL BT ai livelli di una Repubblica democratica dove le leggi dello Stato non possono essere derogate per delizia.

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