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Intelligenza Artificiale e coscienza umana: il confine tra algoritmo e anima

  • 14 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Il nuovo saggio di Saverio Lorusso riflette sul rapporto tra I.A., coscienza, etica e futuro dell’uomo.


«Quando un fenomeno cresce quantitativamente, in parallelo il contesto cambia qualitativamente», scriveva Georg Wilhelm Friedrich Hegel ne La Scienza della Logica. Una riflessione che oggi appare sorprendentemente attuale. Nel pieno della rivoluzione digitale, mentre gli algoritmi diventano sempre più sofisticati e l’Intelligenza Artificiale si diffonde in ogni ambito della vita quotidiana, emerge una domanda destinata a segnare il nostro tempo: le macchine possono davvero “sentire”, oppure restano uno specchio avanzato della logica umana?


L’Intelligenza Artificiale è ormai capace di simulare emozioni, sostenere conversazioni complesse e contribuire alla risoluzione di problemi un tempo riservati all’intelligenza umana, entrando in modo sempre più pervasivo in ogni ambito della vita umana, compresi la salute, la legge e i contesti sanitari.


Eppure, dietro questa straordinaria evoluzione, si cela un’inquietudine crescente: non è solo la tecnologia a progredire, ma è l’intero orizzonte umano a trasformarsi.


Il rischio, sempre più concreto, è che l’uomo contemporaneo si trovi impreparato di fronte a un cambiamento radicale che non riguarda soltanto gli strumenti, ma il senso stesso dell’esistenza. Da mezzo, la tecnologia sembra progressivamente diventare fine: non più semplice supporto, ma nuovo orizzonte di significato.


Una prospettiva che tende a superare i limiti dell’umano, proiettandolo verso una dimensione transumana in cui natura, spiritualità ed esperienza interiore rischiano di essere ridimensionate o persino messe in discussione.


Quale antidoto a questa trasformazione?


Una possibile risposta arriva dal percorso umano e intellettuale dell’autore Saverio Lorusso, che incarna nel suo percorso accademico un crocevia tra pensiero umanistico e cura della persona. Nato ad Andria, Lorusso ha costruito una formazione interdisciplinare che unisce filosofia, scienze religiose e infermieristica specialistica.


Membro della Società Italiana di Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze, prosegue oggi il suo cammino formativo e professionale nella consulenza filosofica e nell’analisi esistenziale, ambito che integra riflessione teorica e ascolto profondo della persona, delle coppie e dei gruppi, preparando alla cura dell’altro mediante la conoscenza autentica di sé e la ricerca di senso.


Membro dell’A.A.D.I., Lorusso affianca alla ricerca intellettuale un impegno concreto a livello professionale mediante la sua attività in ambito sanitario e a livello sociale nel volontariato, con particolare attenzione alle persone più fragili.


Dopo il saggio Giuseppe figlio di Giacobbe: l’uomo, la fede – Edizioni Segno (2022) –, torna ora con INTELLIGENZA ARTIFICIALE E COSCIENZA UMANA, può l’I.A. essere cosciente? – Edizioni Progetto Cultura, Collana “Libera Mente” –, affrontando una delle sfide più complesse della modernità: il confine tra algoritmo e anima.



L’opera si presenta come un articolato percorso storico, antropologico, scientifico, etico e filosofico che attraversa i grandi interrogativi sull’uomo, la tecnica e la tecnologia. Al centro della riflessione vi sono l’Intelligenza Artificiale, i suoi sviluppi pratici ed etici e, soprattutto, la coscienza umana, con il suo insondabile mistero.


Con uno sguardo rivolto al futuro ma radicato nella tradizione umanistica, Lorusso invita a interrogarsi su questioni fondamentali: come cambierà la nostra idea di anima? Quale ruolo avranno l’etica e la verità in un mondo mediato dagli algoritmi?


Soprattutto: chi è l’uomo oggi? Cosa vogliamo credere di lui?


Il suo è un invito a non cedere a un entusiasmo acritico, ma a custodire e indagare ciò che rende una persona autenticamente umana.


In definitiva, il cuore della riflessione resta uno: può ciò che è umano essere davvero replicato?


Oppure esiste una dimensione irriducibile, un nucleo profondo che sfugge a ogni tentativo di codifica?


In un’epoca di straordinari progressi tecnologici, la risposta a queste domande non è soltanto teorica, ma riguarda il futuro stesso dell’uomo.

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