La verità sul GREEN PASS

MONOGRAFIA GIURIDICA SUL GREEN PASS

Commento di Mauro Di Fresco

Associazione Avvocatura Degli Infermieri

Facciamo chiarezza sul Green Pass italiano perché, recentemente, si leggono tante informazioni sbagliate e disattente. Andrò con ordine cercando di essere sintetico perché le norme da esaminare sono molto confuse e profondamente tecniche. L’excursus che seguirà ci permetterà di comprendere, chiaramente, la portata del green pass (che d’ora in poi citerò come GP) e le sue intrinseche contraddizioni.

Il D.L. 22 aprile 2021 n. 52 (convertito in L. 17 giugno 2021 n. 87) e modificato dal D.L. 23 luglio 2021 n. 105, per quanto qui ci interessa, ha stabilito che:

SPOSTAMENTI CON E SENZA GP

Gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori collocati in zona arancione o rossa sono consentiti a chi non possiede il green pass, solo per comprovate esigenze lavorative o per situazioni di necessità o per motivi di salute, nonché per il rientro ai propri residenza, domicilio o abitazione, invece, per chi possiede il green pass, lo spostamento è libero senza limitazioni e motivazioni.

ACCOMPAGNATORI IN STRUTTURE SANITARIE

L’art. 2-bis (quando in un articolo di legge si aggiunge la numerazione romana, significa che è una norma nuova rispetto all’originale che è stata introdotta da un altro atto di legge) consente di accedere nelle strutture sanitarie.

Gli accompagnatori di pazienti non affetti da COVID-19 e disabili con gravità (L. n. 104/92, art. 3, co. 3), possono entrare solo se muniti del GP, ma debbono permanere nelle sale di attesa, sia al pronto soccorso che in ogni servizio.

Chi accompagna i disabili con gravità, come sopra, possono anche entrare nei servizi di assistenza.

Il Ministero della Salute emanerà disposizioni per individuare l’apposita figura sanitaria che avrà il precipuo compito di comunicare con i familiari, non in possesso del GP, che vogliono ricevere informazioni sul proprio familiare ricoverato.

La struttura potrà disporre di strumenti tecnologici per videochiamare i familiari, ma per tale strumentazione, aggiunge la norma, non verranno erogati fondi (si potrà attuare solo se avanzano fondi intraospedalieri).

Le persone residenti (assistite) presso le RSA, hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e no, strutture residenziali socioassistenziali e altre strutture residenziali, potranno uscire dalle stesse, temporaneamente, solo se muniti di GP, altrimenti dovranno rimanere confinate all’interno senza possibilità di uscire neppure per andare a trovare i familiari o partecipare a matrimoni, funerali, ecc..

FUNZIONE DEL GP

All’art. 3 si legge che i provvedimenti di cui all’art. 2, co. 2 del D.L. n. 19/2020, individuano i casi nei quali le certificazioni verdi COVID-19, consentono di derogare a divieti di spostamento da e per l’estero o a obblighi di sottoporsi a misure sanitarie in dipendenza dei medesimi spostamenti.

L’art. 2, co. 2 indicato dal D.L. 25 marzo 2020 n. 19, conferisce al Ministero della Salute, poteri regolamentari sull’uso del GP.

Quindi cosa afferma il combinato disposto dei due D.L.? Che il Ministro della Salute può consentire, a chi possiede la GP, di recarsi all’estero, di tornare in Italia e di evitare la quarantena.

Non si parla ancora di limitazioni dei servizi pubblici (ristoranti, ecc.).

RILASCIO ED USO DEL GP

All’art. 9 si individuano i 3 requisiti richiesti per il rilascio della certificazione verde COVID-19 (chiamata Green Pass):

  1. lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2;

  2. la guarigione dall’infezione da SARS-CoV-2;

  3. l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus SARS-CoV-2.

Il test antigenico, però, non può essere utilizzato a casa, ma deve essere effettuato da operatori sanitari in un centro riconosciuto dall’autorità sanitaria (es. farmacie).

La GP ha una validità di 9 mesi (dalla seconda dose di vaccino) solo se si completa la vaccinazione (2 dosi), ma viene rilasciata alla prima dose con validità dal 15° giorno dalla prima dose fino all’appuntamento per la seconda dose, ma se rilasciata per guarigione ha validità di 6 mesi mentre per test negativo 48 ore.

Su richiesta dell’interessato verrà rilasciato in formato cartaceo o digitale.

Se l’interessato si è vaccinato, la GP verrà rilasciata dall’hub vaccinale, se invece è guarito, verrà rilasciata dalla struttura che ha effettuato il ricovero, ma se il paziente è guarito in casa, allora verrà rilasciata dal medico di base.

Una nuova reinfezione da SARS-CoV-2 annulla la GP, anche se si è vaccinati, e si ricomincia daccapo come se si trattasse della prima infezione e si applica la regola del ricovero e non della vaccinazione.

Le GP estere sono valide solo se conformi ai criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

Il GP può essere utilizzato esclusivamente per gli spostamenti all’estero e interni, tra zona gialla e rossa, nonché per l’accesso a vista di familiari ospitati in strutture di lungodegenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque in tutte le strutture residenziali (art. 1bis, D.L. 1° aprile 2021 n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021 n. 76) e per quanto stabilito dall’art. 9-bis ovvero l’accesso in zona bianca per i servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio, per il consumo al tavolo, al chiuso; gli spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi, musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre, piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; sagre e fiere, convegni e congressi; centri termali, parchi tematici e di divertimento; centri culturali, centri sociali e ricreativi limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione; attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò e concorsi pubblici.

Queste regole si applicano anche nelle zone gialla, arancione e rossa, se consentite da specifici provvedimenti adottati zona per zona.

Non si applicano ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla

base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

Quanto ho esposto in questo sottotitolo, si applica ove compatibile con i Regolamenti (UE) 2021/953 e 2021/954 del 14 giugno 2021.

VERIFICA DEL GP DA PARTE DEI COMMERCIANTI

L’art. 9bis del D.L. in esame, afferma che i titolari o i gestori dei servizi e delle attività devono verificare il possesso del GP.

Le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalità indicate dal D.P.C.M. e il Ministro della salute, con propria ordinanza può definire eventuali misure necessarie per l’attuazione dell’obbligo di verifica.

(Naturalmente ho proposto reclamo al GPDP perché, a mio avviso, i privati non possono controllare i documenti di altri privati, se non concedendo ai primi poteri di polizia):

PUNIZIONI PER TUTTI

L’art. 13 stabilisce le sanzioni in un dedalo di rinvii che, per quanto ci interessa, fa riferimento all’art. 4 del D.L. 25 marzo 2020 n. 19.

Il problema è che tale rinvio è generico in quanto l’art. 4 prevede 9 fattispecie sanzionatorie e, quindi, non si comprende a quale si riferisca il rinvio.

Comunque, chi usa i servizi destinati ai possessori di GP non avendone titolo e i commercianti che non verificano il possesso del GP, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento da 400 a 1000 euro, se la fattispecie da applicare è quella ordinaria del comma 1.

Il rinvio che effettua la norma all’art. 2, co. 2bis, D.L. 16 maggio 2020 n. 33, ha solo la funzione di destinare i proventi delle sanzioni o allo Stato o alle Regioni, Comuni e Province, a seconda di quale corpo di polizia faccia parte il verbalizzante.

C’è però un’aggravante, la recidiva: i commercianti sanzionati due volte, ma in giorni diversi (non si determina il periodo di cadenza) perché non hanno verificato il possesso del GP, alla terza sanzione subiranno anche chiusura dell’esercizio o dell’attività da uno a dieci giorni.

Inoltre, per l’impiegato che falsificherà il GP, verranno contestati i reati di falsità materiale del pubblico ufficiale per gli atti pubblici (476 C.P.) e in certificati (477 C.P.), che ritengo un errore del legislatore perché l’art. 477 (reato specifico) assorbe il 476 (reato generico) e parimenti per la falsità ideologica (artt. 479 e 480 C.P., dove il 480 assorbe il 479).

Stessa sorte per l’interessato che falsifica, ex se, il GP, punibile ex art. 482 C.P. (falsità del privato).

Incredibile che il D.L. preveda anche l’imputazione per l’art. 489 C.P. (falsità privata in foglio firmato in bianco), nonostante la norma sia stata abrogata nel 2016 (art. 1, co. 1, lett. b), D.Lgs. 15 gennaio 2016 n. 7).

Comunque, non vi stupide, accade costantemente.

VALIDITA’ LEGISLATIVA DEL GP

Tutte le norme, che abbiamo finora esaminato, sono temporanee perché urgenti e non possono prescindere dalla normativa comunitaria perché gli Stati membri si sono impegnati a unificare le strategie antiCovid-19 per non creare sperequazioni tra